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Forum Territoriale del Terzo Settore Tigullio
Indicazioni e proposte da inserire nei piani triennali territoriali
Premessa
Prima di affrontare i temi oggetto di questo documento, riteniamo opportuno sottolineare ancora le prerogative e gli obbiettivi del FTS Tigullio:
- Il Forum nasce nel 2007 grazie all’iniziativa di un gruppo di Organizzazioni (Volontariato, Associazionismo, Cooperazione Sociale), consapevoli della importanza di dare alla Società Civile Organizzata uno strumento comune di confronto, di scambio; una sede nella quale migliorare la capacità di condivisione di iniziative, progetti per accrescere le proprie conoscenze, per aiutarsi, per rappresentare bisogni e interessi delle comunità e dei territori ed infine, obbiettivo principale: contribuire, lavorando assieme, a dare risposte concrete a problemi sempre più complessi.
- Nel rapporto con le Istituzioni il FTS si pone come interlocutore collaborativo, mettendo a disposizione le molteplici competenze rappresentate dalle organizzazioni aderenti, partecipando alla realizzazione di progetti e azioni finalizzati al ben-essere delle persone e alla vivibilità dei territori.
Per queste ragioni ed in particolare in riferimento ai temi, affrontati più avanti, riguardanti la costruzione dei Piani Sociali Integrati Territoriali, previsti dal Piano Sociale Integrato Regionale e di competenza dei Distretti Socio-Sanitari Territoriali, ribadiamo il nostro interesse a partecipare fattivamente alla elaborazione e poi alla attuazione triennale dei Piani stessi.
Negli incontri svoltisi con i Rappresentanti dei Distretti Socio-Sanitari 14 15 16, che affrontavano, appunto, i Piani Sociali Integrati, sono emersi, temi e problemi riguardanti i minori, gli adolescenti, le famiglie.
Il Comitato Direttivo del Forum, ritenendo che ogni persona (giovane, adulta, anziana) esprima bisogni, esigenze, diritti, degni di considerazione e che esista una interrelazione, non solo parentale, tra le diverse fasce d’età, ha affidato alle proprie Commissioni l’approfondimento dei temi evidenziati nel corso dei suddetti incontri e dei bisogni della persona nella sua globalità. Dal lavoro prodotto dalle Commissioni, discusso, sintetizzato e approvato dal C.D. sono scaturite considerazioni e proposte che riportiamo di seguito:
Va detto, in premessa, che qualsiasi azione sia di intervento immediato o progettuale, riferita a persone, in questo caso, bambini, adolescenti, famiglie, comporta una forte interrelazione e coinvolge più soggetti; parlare di bambini e ragazzi significa parlare di famiglia, di scuola, di città.
A causa di fattori culturali, sociali, strutturali ed economici le criticità individuate sul nostro territorio si concentrano in larghissima misura sulla famiglia (casa, lavoro, asili nido, scuola, anziani, ecc.); situazioni che si vanno aggravando e che vedono particolarmente coinvolte: famiglie meno abbienti, numerose, con figli diversamente abili e famiglie di immigrati, nuclei famigliari composti da una sola persona anziana.
Il crescente disagio (ad oggi non sufficientemente analizzato) dei minori, dei giovani e delle loro famiglie causa, in molti casi emarginazione che accresce il malessere psico-fisico di molti soggetti e può favorire l’aumento dei casi di devianza nei giovani.
Il fenomeno della disoccupazione, che colpisce, particolarmente, le fasce deboli, i giovani diplomati o laureati che restano a carico dei propri famigliari (genitori anziani o nonni) sempre più a lungo, le donne e, sempre più frequentemente, padri e madri di famiglia in età matura, deve trovare adeguate risposte informative, formative, assistenziali e di inserimento/accompagnamento socio-lavorativo.
I costi sanitari e sociali determinati dai fenomeni di disagio, emarginazione, devianza e disoccupazione sono molto alti e pertanto, anche per queste ragioni, si rendono necessarie azioni di prevenzione di sostegno per il miglioramento delle condizioni di vita dei minori, dei giovani, e delle famiglie.
Considerato inoltre l’incremento continuo dei flussi immigratori si rende necessario per i bambini, i giovani e le loro famiglie, in particolare extracomunitarie, la promozione di processi di integrazione sociale coinvolgendo i singoli soggetti.
Ecco quindi la necessità di:
- coinvolgere più Aree delle Amministrazioni Locali, non solo i Servizi Sociali, ma, ad esempio: l’Urbanistica, la Cultura, l’Ambiente, l’Istruzione, ecc.; l’Asl territoriale;
- creare una maggiore sinergia tra “Sociale” e “Sanitario” per utilizzare, al meglio, risorse strutturali, umane e finanziarie; rispetto a queste ultime particolare attenzione alle risorse comunali destinate a minori ed adolescenti e alle risorse sanitarie destinate ad una popolazione composita, distribuita su un territorio articolato (costa, entroterra, vallate), con una rilevante incidenza di anziani.
- promuovere il più ampio coinvolgimento, di tutti i soggetti istituzionali, pubblici, sociali, privati (distretti sociosanitari, ambiti territoriali, scuola, consultori, imprenditori, sindacati, cooperazione, banche, mass media, associazionismo)… e la loro messa in rete per rendere efficaci progetti e interventi.
Azioni proposte:
1. Promuovere la conoscenza e quantificazione delle criticità e dei bisogni e delle risorse necessarie, a partire da quelle esistenti sul territorio, per costruire una vera e propria “Anagrafe dei bisogni e delle risposte”.
Offrire un’informazione puntuale inerente: - i livelli essenziali integrati dei servizi da garantire ai cittadini i criteri e le modalità di accesso ai servizi previsti.
2. Redigere una guida dei servizi sociali, educativi e culturali esistenti nel Tigullio.
3. Promuovere un’indagine conoscitiva sull’Adolescenza nelTigullio, per una migliore conoscenza della condizione giovanile;
4. Attivare forme di partecipazione dei minori alla vita pubblica, che stimolino il protagonismo dei giovani, l’espressione delle loro esigenze, la partecipazione resposabile e critica.
5. Attivare, con regolarità “occasioni di formazione” per i genitori. Per esempio mettendo in rete, pubblicandoli sul sito del Forum, tutti i percorsi formativi inerenti le tematiche legate all’infanzia e all’adolescenza promossi dai soggetti del Terzo Settore come pure dagli EntiLocali, dalle Asl, dalle scuole.
6. Valorizzare e ricercare spazi chiusi e aperti come luoghi di aggregazione gratuiti e demercificati anche per i genitori, oltre che per bambini.
7. Potenziare servizi per minori, famiglie e adolescenti, con particolare attenzione ai servizi educativi di base nei Comuni dell’Entroterra, il cui tessuto sociale è costituito non solo da famiglie autoctone ma anche da nuclei provenienti da altre città, regioni e nazioni e il rischio di perdita di identità reciproca è reale.
8. Promuovere l’educazione interculturale nelle scuole con azioni che coinvolgano genitori ragazzi e insegnanti anche in tempo extrascolastico.
9. Sostenere e contribuire a sviluppare l’inserimento al lavoro di giovani diversamente abili o svantaggiati, non solo e non tanto perché facciano la loro parte nel ciclo produttivo, ma, obbiettivo più importante, per farli sentire “soggetti” e non “oggetti” all’interno di una comunità; coinvolgendo più soggetti (Centro per l’impiego, Imprese private e Cooperative, Centri di formazione, Distretti Socio-sanitari….).
10. Azioni di sostegno a famiglie monoreddito, numerose, con lavori precari o espulse dal lavoro, contribuendo alla realizzazione di abitazioni dedicate (Social-Housing), attuando politiche tariffarie comunali agevolate. Promovendo, con altri soggetti (Imprese,Enti di Formazione, Provincia e CIP) progetti per il reinserimento lavorativo.
11. Sostenere le famiglie con figli colpiti da handicap gravi, assicurando loro la continuità di cura e assistenza, “dopo di noi” (attraverso, per esempio, la creazione di case famiglia)
12. Individuare strutture di accoglienza per persone che temporaneamente sono senza dimora.
Il Forum del Terzo Settore del Tigullio auspica che le azioni proposte siano prese in considerazione e propone di definire assieme i percorsi di partecipazione alla costruzione e attuazione dei progetti e delle azioni contenuti nei Piani.
marzo 2008
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